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A Venezia il giovane Antonio frequenta la scuola di nudo dell'Accademia, studia disegno traendo spunto dai calchi in gesso della Galleria di Filippo Farsetti e scolpisce nello studio di San Maurizio le sue prime opere (canestri di frutta, Orfeo e Euridice, Dedalo e Icaro). Il Torretti, titolare di due atelier, uno nelle vicinanze di Asolo e uno a Venezia conduce il giovane Antonio nella capitale, aprendogli glio orizzonti di un patrimonio culturale di vasto respiro.
Tra il 1768 e il 1773 Canova compie calchi in gesso di statue antiche e segue l'attività dell'Accademia di S.Luca e si iscrive alla scuola di nudo presso l'Accademia delle Belle Arti.
In quest'ambiente matura le prime amicizie, la più importante con lo scultore Antonio d'Este,in seguito suo fedele collaboratore .Il giovane maestro si inserisce nel pieno dell'attività della scola veneziana le cui basi derivano ancora dalla tradizione settecentesca.
La scuola veneziana, nonostante la scomparsa del suo principale esponente,Gianbattista Tiepolo nel 1770, presenta una fiorente e vivace attività artistica sostenuta da un ricco mercato suddiviso in due filoni:gli estimatori dei "vedutisti" come Guardi e Canaletto dall'altro gli aristocratici che chiedono affreschi e decorazioni per le loro dimore.
Il tradizionale stile rococò del Tiepolo viene temperata dall'atmosfera arcadica, ispirata dalla tradizione locale.
Il giovane Canova mette in mostra il proprio talento nell'esecuzione di due cestini di frutta scolpiti per il senatore Falier nel 1772 e con alcune realizzazioni copia dell'arte antica.
La prime sculture monumentali del Canova giungono nel 1773 : le statue di Orfeo e Euridice, destinate a decorare il giardino della villa asolana del Falier.
Il giovane maestro mostra già una sua personale e completa espressività , coerente con la corrente artistica del momento pur non possedendo la raffinatezza delle opere della maturità.
L'Orfeo procura la prima notorietà al Canova durante l'esposizione alla fera della Sensa del 1776.
Nel 1778 Canova a 21 anni apre uno studio a Venezia in calle del Traghetto a San Maurizio.
Le commesse si susseguono e non sempre egli riesce a far fronte alle richieste.Lavora al gruppo di Dedalo e Icaro che viene esposto alla Fiera della Sensa del 1779:questa è la prima opera in cui il Canova utilizza la tecnica di derivazione dal modello di gesso di "grandezza pari al vero",tipica della sua arte.
Dedalo e Icaro procurano ad Antonio il primo cospicuo guadagno che gli permetterà un lungo soggiorno a Roma.
Canova tornerà ancora nel Veneto nel giugno del 1780 per compiere la statua del marchese Poleni collocata lungo il recinto di Pratro della Valle a Padova;ma ormai dentro di lui matura una consapevolezza definitiva:il trasferimento definitivo a Roma.
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