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DALLA NASCITA AL PERIODO VENEZIANO
 
Antonio Canova nasce a Possagno (TV) il 1 novembre 1757 da Pietro Canova e da Angela Zardo di Crespano. La famiglia di Canova da generazioni lavora e scolpisce la pietra: il nonno di Antonio, Pasino, è un valente artigiano, in particolare di altari; esegue opere nella chiesa parrocchiale di Monfumo (due Angeli), a Castelcucco (nella villa Perusini), a Biadene (nella villa Grimaldi), a Galliera, a Rosà, a Crespano, a Thiene (un altare maggiore), ad Asolo (l'altare del Duomo e medaglia con l'effigie di Maria nella villa falier), a S.Vito di Altivole. Il padre di Antonio, anche'egli bravo intagliatore e scalpellino, muore all'età di 26 anni, nel 1761. La madre Angela si risposa l'anno successivo con il crespanese Francesco Sartori; da questo secondo matrimonio nasce il vescovo Giovanni Battista Sartori. Antonio Canova rimane col "rustego" nonno Pasino e con la nonna Caterina in Possagno, sviluppando l'arte dello scalpellino unita ad "una tempra delicatissima e una straordinaria sensibilità". Fin da giovanissimo, egli dimostrò una naturale inclinazione alla scultura: eseguiva piccole opere con l'argilla di Possagno; si racconta che, all'età di sei o sette anni, durante una cena di nobili veneziani, in una villa di Asolo, abbia eseguito un leone di burro con tale bravura che tutti gli invitati ne rimasero meravigliati: il padrone di casa, il Senatore Giovanni Falier, intuì la capacità artistica di Antonio Canova e lo volle avviare allo studio e alla formazione professionale. Nel 1768, Canova cominciò a lavorare nello studio della scultura dei Torretti, a Pagnano d'Asolo, poco distante da Possagno: quell'ambiente fu per il piccolo Antonio (che tutti chiamavo "Tonin") una vera e propria scuola d'arte. Furono i Torretti ad introdurlo nel mondo veneziano, ricco di tanti fermenti culturali e artistici. A Venezia, Canova frequentò la scuola di nudo all'Accademia e studiò disegno traendo spunto dai calchi in gesso della Galleria di Filippo Farsetti.
 
 

 
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